VENEZIA75 – Svelato l’INCREDIBILE PROGRAMMA della 75. MOSTRA DEL CINEMA

25 luglio 2018

Ecco la lista completa dei film  annunciati stamattina alla Press Conference della 75. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 30 agosto al 9 settembre 2018.

Un Concorso pazzesco, un Fuori Concorso altrettanto ricco, il grande ritorno del VR ed un’interessantissima selezione Orizzonti da non sottovalutare. La sezione Cinema nel giardinoa ssume il più consono e suggestivo nome di Sconfini ed è anche quella zeppa di opere e nomi da non perdere.

“Sarà un’edizione ricca e curiosa: ci sono moltissimi film di genere che sono film d’autore. È come se i cineasti avessero capito che per ritrovare quel contatto con il pubblico che si era un po’ allentato, fosse utile, necessario e anche divertente passare attraverso dei codici condivisi come il western, i film musicali, la commedia… E ci saranno molte opere lunghissime.”

Quest’ultima cosa Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema, l’ha ripetuta più volte nel corso della conferenza stampa di Venezia 75, sorridendo e scandendo le durate di alcune pellicole. “Sarà l’edizione che sancisce la superiorità del Lido nel panorama internazionale dei festival?”, gli viene chiesto. Barbera preferisce glissare. Ma la risposta è ovvia: Sì. Perché Venezia 75 sulla carta è davvero incredibile!

L’abbondante presenza di opere di genere, proprio nell’anno in cui viene consacrato col Leone d’Oro alla Carriera un Autore – che, da sempre, lavora sul genere e le sue mutazioni – il grandissimo David Cronenberg, lo avevamo già notato a proposito delle Sezioni Collaterali della Mostra ed in particolare della Settimana della Critica (qui il nostro articolo).

In Laguna quest’anno ci sarà davvero tutto: star, impegno, un forte sottotesto politico, generi, cineasti affermati e autori giovani. Il cinema nel suo significato migliore e più ampio. A rappresentare l’Italia in concorso ci sono: Luca Guadagnino con il suo attesissimo Suspiria: “La sorpresa sarà il film in sè, perché è un remake di Dario Argento ma sopratutto un film di Guadagnino, il suo più ambizioso e con un cast impressionante, pensate che Tilda Swinton interpreta 3 parti”; il nostro più grande documentarista – altro che Francesco Rosi – Roberto Minervini con What You Gonna Do When the World’s on Fire, un documentario sul razzismo nel Sud degli USA, dove Minervini vive, e Mario Martone con Capri-Revolution (unico film davveto italiano, non solo per il regista): “La fine di una trilogia sul Risorgimento italiano di Martone, che partiva da ‘Noi credevamo’, continuava con ‘Il giovane favoloso’ e arriva a questo film, dove una giovane pastorella scopre una comunità di intellettuali che vive secondo i canoni di una libertà assoluta. Un’altra preziosa rilettura di Martone di una storia a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento”.

Sapevamo già che in apertura ci sarebbe stato First Man, il ritorno a Venezia di Damien Chazelle dopo il successo planetario del comunque sopravvalutato La La Land: “Non c’è musica, non c’e romanticismo, siamo in un territorio completamente diverso. Racconta la storia di Neil Armstrong, interpretato da Ryan Gosling, dal 1962, quando entra nel programmi della NASA, fino al momento in cui – nel 1969 – mette piede sulla Luna”.

Solo in concorso ci sono ben tre film prodotti e distribuiti da NetflixThe Ballad of Buster Scruggs di Joel ed Ethan Coen, un film sulla morte della mitologia del western e sull’America di oggi in 6 episodi di durata e toni molto diversi, l’atteso e discusso Roma di Alfonso Cuarón su un periodo della vita della sua famiglia, quando il regista era un adolescente e 22 luglio di Paul Greengrass sulla strage di Utøya. “Non vedo il motivo di escludere un film di Cuarón solo perché il distributore è Netflix, a noi viene chiesto solo di individuare quali sono i migliori film da presentare al pubblico. Poi la sala è la sala, ovviamente, ma alcuni di questi film arriveranno anche al cinema, oltre che sulla piattaforma” precisa Barbera.

In competizione c’è anche un altro western, The Sisters Brothers di Jacques Audiard (con Jake Gyllenhaal, Joaquin Phoenix e John C. Reilly), girato interamente in Europa – tra Spagna e Romania – con cast e crew completamente americani, che danno al film un’autenticità assoluta. Poi Olivier Assayas che torna a Venezia con la commedia brillantw Doubles Vies(protagonista la splendida Juliette Binoche), il geniale Yorgos Lanthimos – che in The Favourite racconta con il suo stile provocatorio la storia di Anna d’Inghilterra (con Rachel Weisz, Olivia Coleman ed Emma Stone) – e Mike Leigh con un altro dramma politico in costume, Peterloo, “un brutto episodio della storia inglese rimosso che, raccontando il passato, parla del presente”.

Le scommesse sono The Nightingale di Jennifer Kent, la regista di Babadook, revenge story di una donna nei confronti di un ufficiale dell’esercito ambientata nel 1925 in Australia, e Acusada di Gonzalo Tobal, su una studentessa accusata dell’omocidio della sua migliore amica.

Se nell’interessantissimo The Mountain, di Rick Alverson, Jeff Goldblum sarà il pioniere della lobotomia, in At eternity’s gatediretto da Julian Schnabel, Willem Dafoe interpreterà Vincent Van Gogh negli anni trascorsi nel Sud della Francia, prima dell’internamento in manicomio.

In concorso ci sarà László Nemes con Sunset, il suo nuovo film dopo l’Oscar per Il figlio di Saul, e Florian Henckel von Donnersmarck, che vinse la statuetta per Le vite degli altri e ora torna con Opera senza autore, pellicola sulla Germania dall’avvento del Nazismo agli anni ’60 e ’70.

Natalie Portman e Jude Law invece sono i protagonisti di Vox Lux, opera seconda di Brady Corbet (dopo l’acclamatissimo L’infanzia di un capo), storia di una ragazza della provincia americana che, dopo un evento tragico, diventa una popstar.

Tra gli eventi speciali, infine, Barbera segnala con particolare orgoglio una vera e propria chicca: The other side of the wind di Orson Welles:, “Netflix ha contribuito alla realizzazione di un progetto che Frank Marshall, il braccio destro del cineasta, inseguiva da 40 anni: portare al cinema l’ultimo film che Welles girò tra il 1970 ne il 1976, senza riuscire a montarlo”.

IN CONCORSO

First Man, Damien Chazelle (Opening Film)

The Mountain, Rick Alverson

Doubles Vies, Olivier Assayas

The Sisters Brothers, Jacques Audiard

The Ballad of Buster Scruggs, Ethan Coen, Joel Coen

Vox Lux, Brady Corbet

Roma, Alfonso Cuaron

22 July, Paul Greengrass

Suspiria, Luca Guadagnino

Opera Senza Autore, Florian Henckel Von Donnersmarck

The Nightingale, Jennifer Kent

The Favourite, Yorgos Lanthimos

Peterloo, Mike Leigh

Capri-Revolution, Mario Martone

What You Gonna Do When the World’s On Fire? Roberto Minervini

Sunset, Laszlo Nemes

Freres Ennemis, David Oelhoffen

Nuestro Tiempo, Carlos Reygadas

At Eternity’s Gate, Julian Schnabel

Acusada, Gonzalo Tobal

Killing, Shinya Tsukamoto

FUORI CONCORSO – EVENTI SPECIALI

My Brilliant Friend, Elena Ferrante

The Other Side of the Wind, Orson Welles

They’ll Love Me When I’m Dead, Morgan Neville

FUORI CONCORSO

Dragged Across Concrete, S. Craig Zahler

Una Storia Senza Nome, Roberto Ando

Les Estivanta, Valeria Bruni Tedeschi

A Star is Born, Bradley Cooper

Mi Obra Maestra, Gaston Duprat

A Tramway in Jerusalem, Amos Gitai

Un Peuple et Son Roi, Pierre Schoeller

La Quietud, Pablo Trapero

Shadow, Zhang Yimou

ORIZZONTI

Sulla Mia Pelle, Alessio Cremonini (Opening Film)

Manta Ray, Phuttiphong Aroonpheng

Soni, Ivan Ayr

The River, Emir Baigazin

La Noche de 12 Anos, Alvaro Brechner

Deslembro, Flavia Castro

The Announcement, Mahmut Fazil Coskun

Un Giorno All’Improvviso, Ciro D’Emilio

Charlie Says, Mary Harron

Amanda, Mikhael Hers

The Day I Lost My Shadow, Soudade Kaadan

L’Enkas, Sarah Marx

The Man Who Surprised Everyone, Natasha Merkulova, Aleksey Chupov

Memories of My Body, Garin Nugroho

As I Lay Dying, Mostafa Sayyari

La Profezia Dell’Armadillo, Emanuele Scaringi

Stripped, Yaron Shani

Jinpa, Pema Tseden

Tel Aviv on Fire, Sameh Zoabi

MV

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