VENEZIA75 – #METOOismo da combattimento alle Giornate degli Autori

24 maggio 2018

La XV edizione delle Giornate degli Autori è #Donna. E non poteva che essere così, forse, trainata dall’onda lunga di un nuovo sentire (soprattutto di denuncia) al femminile fra il #MeToo e simili movimenti di sorellanza planetari. Un tendenza che però rischia di privilegiare la selezione e premiazione – si è già visto in altri festival e manifestazioni – di opere di registe donne – o comunque a tematica muliebre – a prescindere dai loro effettivi meriti artistici.

 

Tale è l’aspetto istantaneo che appare osservando il programma dei Venice Days – Giornate degli Autori 2018, sezione autonoma e parallela nell’ambito della Mostra di Venezia (29 agosto – 8 settembre).

Sei dei dodici lungometraggi della selezione ufficiale (di cui undici in concorso e uno, quello di chiusura, fuori competizione) sono infatti diretti da registe donne. Staremo a vedere se saranno all’altezza!

Molte poi sono le opere – più o meno militanti – che vedono donne protagoniste: Joy di Sudabeh Mortezai,  intimo ritratto di una rifugiata Nigeriana, costretta a prostituirsi;  Pearl di Elsa Amiel, ambientato nel mondo del bodybuilding femminile; Continuer nel quale il regista belga Joachim Lafosse (Proprietà privata) ha dato forma a un western femminile ambientato in Kirghizistan; Three Adventures of Brooke di Yuan Qing, costituito da tre storie in cui una stessa ragazza si presenta alle persone con identità differenti e misteriose; gli eventi speciali Dead Women Walking di Hagar Ben-Asher (presentato al Tribeca Film festival), su nove donne nel braccio della morte, e Goodbye Marilyn di Maria Di Razza, film d’animazione sul mistero Marylin Monroe; la commedia di chiusura, fuori concorso, Emma Peeters di Nicole Palo su un’ex attrice che tanta il suicidio ma trova l’amore.

 

 

 

Persino tutti e tre film i scelti dal parlamento europeo, per concorrere al prestigioso Premio Lux, hanno al loro centro forti figure femminili.

E che dire della foto utilizzata per il poster? Mi pare che parli da sola…

È vero comunque che le Giornate degli Autori non sono nuove a dare ampio spazio alle registe donne. Da anni, ad esempio, il programma speciale Women’s Tales – in collaborazione con il creative partner Miu Miu – propone cortometraggi di prestigiose firme femminili (quest’anno Dakota Fanning ed Haifaa Al-Mansour).

Ed il delegato generale Giorgio Gosetti garantisce che la selezione è “il risultato di una ricerca senza steccati e presupposti: abbiamo cercato il meglio e spesso lo abbiamo trovato nella sensibilità femminile.

Unico film italiano in concorso – meglio poco ma buoni –  Ricordi? di Valerio Mieli (Dieci inverni), con lo splendido Luca Marinelli e Linda Caridi, lunga e ambiziosa storia d’amore malinconica attraverso il tempo.

 

ricordi-2.jpg

 

La competizione include inoltre: il nuovo lavoro di Rithy Pahn (L’immagine mancante), Les tombeaux sans noms, nel quale il regista cambogiano torna a interrogarsi sugli orrori scatenati dal regime degli Khmer rossi sotto il quale perse l’intera sua famiglia;  José di Li Cheng, film a tematica omosessuale, su un ragazzo guatemalteco che scopre per la prima volta l’amore e si deve rimettere in discussione; Real Love, su un vedovo che cresce due figlie, diretto dalla francese Claire Burger (Party Girl); il dramma famigliare Domingo, del duo brasiliano composto da Clara Linhart e Fellipe Barbosa (Gabriel and the Mountain); Mafak – Screwdriver di Bassam Jarbawi, su un ex-carcerato che invano cerca di adattarsi alla vita moderna palestinese e Ville Neuve di Félix Dufour-Laperrière, poetico film d’animazione in bianco e nero.

 

 

 

Tra gli eventi speciali da segnalare, infine, la prima mondiale di Happy Lamento, diretto dal grande Alexander Kluge in collaborazione con il giovane regista di Manila Khavn De La Cruz. Una singolare opera musicale – e politica – sulla luce elettrica, il circo, la canzone Blue Moon e le guerre tra bande di ragazzini per le strade a nord di Manila, un luogo selvaggio oltre che inaccessibile agli occhi occidentali.

 

 

MV

 

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