CACCIA ALL’INEDITO – ‘The Rebellion of Red Maria’ (2011) di Costas Zapas

17  luglio 2018

The Rebellion of Red Maria è il quarto lungometraggio dell’Autore greco Costas Zapas, uno dei principali protagonisti dell’affascinanante New Wave cinematografica che ha interessato, negli ultimi anni, il Cinema del suo paese. É conosciuto soprattutto per la trilogia costituita da Uncut Family (2004), The Last Porn Movie (2006) e Minor Freedoms (2008), quest’ultimo finanziato e coprodotto dalla Zentropa di Lars von Trier.  Il suo ultimo lavoro è Love, Love, Love (2016). Tutti sono stati proiettati nei maggiori festival cinematografici internazionali e distribuiti fuori dalla Grecia, anche se mai in Italia.

 

 

The Revolution died
It was always dead
They made us evil
So that the prudent seem good
If the few will not revolt
How will the masses protect society?
If the few won’t starve
How will the masses work?
The revolution died
It was always dead.

 

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In una città – con ossessionante musica heavy metal di sottofondo – un anziano ex terrorista, che si veste da donna e si fa chiamare Red Maria (Antonis Papadopoulos), vive senza sottostare ad alcuna legge, nascondendosi nelle ombre della società , come prostituta e performer. Balla per strada, balli vecchi ed antiquati, per i passanti che gli danno soldi. Ed, in strada, incontra un giovane ragazzo (Christos Vernikos), sul punto di morire dopo essere stato malmenato da un gruppo neofascista. Il ragazzo, dipendente dall’alcool, sente la voce di Maria Callas, parla con la diva morta, con la madre che gli manca. In overdose sogna un mondo perfetto.
Red Maria salva il ragazzo – toccandogli i genitali – e gli insegna il lavoro. Per sopravvivere invadono i caffè, offrendo spettacoli che parlano di un nuovo Dio politico, degli errori politici di Dio, della fine dell’ideologia. Il loro mondo è magico, poetico. E selvaggio. Red Maria insegna al ragazzo come sopravvivere. Insieme diventano il mago della tribù, il santo pazzo, il ribelle. Vivono una rivoluzione personale e magica. Ma un numero di omicidi trasformerà Red Maria e il ragazzo da ideologi in serial killer.

 

 

The Rebellion of Red Maria è un film anarchico, pieno di rabbia per tutte le cose che ci opprimono e ci rendono schiavi. Una storie di amore ed anarchia, un saggio politico, un parabola degli ultimi nel vuoto lasciato da una realtà che offende, un musical punk nella forme più estreme del Cinema d’Arte e di un’autorialità sanamente intransigente.

 

 

Secondo me l’ultimo autore, in quello che definisco Cinema d’Arte, è Lars von Trier. E questo è il motivo per cui la stampa popolare condanna i suoi film. Registi come Darren Aronofsky e Iñárritu hanno iniziato realizzando film radicali ma poi hanno ceduto alla tendenza, realizzando opere che seguono l’estetica hollywoodiana.” Costas Zapas

 

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Il protagonista, Red Maria, è un ex ideologista che ha visto i propri sogni trasformarsi in mostruosità.  L’incertezza, che pervade il nostro ambiente globalizzato, l’ha trasformato in un serial killer. Il ragazzo, d’altra parte, non è politicamente consapevole ed è pronto ad accettare e seguire qualsiasi cosa. Chiara allusione alla crescente spoliticizzazione tra i giovani d’oggi.

 

 

Nello stato di decadenza universale nel quale viviamo – cosa che, ovviamente, non riguarda solo la Grecia ma l’economia globale, la politica globale, la comunicazione umana e la cultura – l’esperimento The Rebellion of Red Maria è quello di parlare ai giovani, stimolando – senza alcun intendo didattico – riflessioni su tutta una serie di questioni che sono politiche.

 

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Offrire una soluzione unica è qualcosa come il fascismo politico. D’altro canto, dobbiamo offrire spunti di riflessione al pubblico. Ecco come vedo la dichiarazione di Red Maria che la rivoluzione sia morta.” Costas Zapas

 

 

La musica, nel film, non è ridotta a mero abbellimento ma partecipa alla diegesi, come un attore. Riflette l’ambiente dei personaggi e i loro sentimenti ma è anche il vero catalizzatore della storia, un tutt’uno indissolubile con la forma ed il contenuto. Spesso l’azione è persino interrotta brechtianamente da numeri musicali che fungono da commento extranarrativo.

 

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Oltre alla colonna sonora, anche i peculiari movimenti della macchina da presa nel film possiedono un significato speciale. I frammenti filmici, offertici dalla camera digitale a mano di Zapas – alternati a tableaux stilizzati – generano un eccesso visivo ponendoci di fronte alla necessità di ridefinire le tecniche per aprocciarsi alla visione dell’opera filmicaCostas Zapas provoca – ma non per ragioni demagogiche – esplorando i mezzi del Cinema, guardando al passato, al presente e al futuro dei movimenti socio-ideologici e delle memorie cinematografiche. Pasolini, Fassbinder, Schroeter sono le influenze più riconoscibili, con scene che si allontanano con decisione dal realistico per approdare al significato, cosa alla quale contribuisce il modo anti-naturalistico e suggestivo in cui gli attori si esprimono ed agiscono.
I dialoghi sono ridotti al minimo e quando vengono utilizzati sono comunque segmentati. Altre volte i personaggi non parlano ma letteralmente gridano o urlano.

 

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Un’altra cosa molto interessante è poi come vengono trattate le questioni di genere nel film. Red Maria è senz’altro eccentrico, ma al tempo stesso ben lontano dallo stereotipo del personaggio omosessuale passivo e vittima della società. Una figura cinematografica rivoluzionaria, capace di trascendere tutti i cliché di genere e le convenzioni propagate dall’industria cinematografica.

 

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Per quanto mi riguarda non ci sono omosessuali o eterosessuali, ci sono persone che sanno come trasgredire i confini e godersi la vita e il proprio corpo e altri che sono rigidi e privi di fantasia a prescindere dal genere.Costas Zapas

 

 

Il film contiene, infine, scene di sesso selvaggio ed incontrollato, alla maniera della pornografia amatoriale, che sembra richiamarsi alla migliore tradizione del cinema queer radicale, dal simposio orgiastico di Jack Smith, alle esibizioni non convenzionali delle superstar di Andy Warhol, fino a Gregg Araki.

 

Hans K.

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