PERLE DALLA RETE – ‘Stray dogs’ di Tsai Ming-liang su RaiReplay

Disponibile in streaming gratuito su Raiplay – il servizio Rai on demand per smartphone, tablet e pc – ‘Stray dogs‘ (2010) di Tsai Ming-liang. Premiato al Festival di Venezia, questo capolavoro è stato presentato dal Maestro taiwanese come il suo ultimo lungometraggio (volontà poi fortunatamente non rispettata). Nel cast Lee Kang-Sheng, Lu Yi-Ching, Yi-cheng Lee, Yi-chieh Lee, Chen Shian-Chyi.

Un uomo, una donna, due figli e le loro difficoltà economiche. Dormono dove capita, si lavano nei bagni pubblici, vivono come possono ai margini della metropoli di Taipei. “Non c’è storia da raccontare”, se non quella che documenta il tragitto dei corpi degli attori sul fiume a ritroso di tutti i film di Tsai Ming-Liang stesso, fino a tornare al primigenio primo piano di ‘Vive l’amour‘ qui prolungato a circa dodici minuti e addizionato dalla presenza di Lee Kang-sheng.

Lo rimpiangeremo Tsai Ming-liang. Torneremo a vedere i suoi film per
riprenderci l’innocenza, purificarci. Necessarie boccate d’ossigeno
contro i miasmi della produzione mainstream, delle commedie
caramellose, dei drammi galattici, dei filmoni fasulli, dei barili di
inutile fuffa post-moderna. Tutto quello che l’opera del cineasta
taiwanese – una bomba H lanciata contro l’iconolonialismo accattivante
– non è mai stata. Filmare come rischio, vedere come tormento. Non
nascondiamolo: Tsai Ming-liang costa fatica. Non è cinema per tutti.
Stray Dogs non è nemmeno un film. E’ arte. E’ testamento. E’ urlo
silenzioso. E’ un proibitivo, doloroso, addio. E’ perfetto per
congedarsi.

[…]

Il soggetto implicito di Stray Dogs è il tempo. La sua irreparabilità.
Tsai Ming-liang ce lo offre come esperienza estenuante, durata
protratta di una stasi. Sembra lunghissimo ma è tempo congelato. Tempo
che non passa, perché è ormai passato. La metafisica dell’immagine si
compie: lo spazio svuotato e il tempo disincarnato diventano lo
spettro di una fine non in atto, ma avvenuta.
Il mondo – dunque la sua rappresentabilità – è postumo. Il cinema non
finisce qui, era già finito.Dopo può esserci solo qualcosa di diverso.
Tsai Ming-liang ha già deciso che non ne prenderà parte.

(Cinematografo.itGianluca Arnone)

 

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