IN SALA – ‘Corniche Kennedy’ di Dominique Cabrera

16 giugno 2017

Da ieri, finalmente, anche nelle sale italiane, l’ottimo ‘Corniche Kennedy‘ della grande – da noi misconosciuta – regista francese Dominique Cabrera.
Il Cinema della Cabrera è essenzialmente Cinema Politico, fin dai suoi primi documentari che partono da un tessuto sociale popolare come quello dei pied-noir – i francesi d’Algeria rimpatriati negli Anni 60 – della banlieue di Parigi. Il suo metodo di lavoro prevede una lunga osservazione dell’ambiente e del paesaggio umano, che comprende spesso se stessa. Un metodo applicato anche ai suoi film di fiction, come l’ultimo, “Corniche Kennedy“, distribuito in Italia da Film Kitchen, pur partendo dall’adattamento di un romanzo di Maylis de Kerangal.

A Corniche Kennedy, celebre boulevard di Marsiglia, un gruppo di 7 ragazzi/e sfida le leggi di gravità. Prendono il volo e mettono a repentaglio le loro stesse vite. Dalle finestre della sua lussuosa villa, Suzanne li osserva in silenzio. Desidera essere con loro, come loro e farà di tutto per riuscirci.

Scevro da ogni retorica e costruito invece su un sensibilissimo studio di caratteri, il film della Cabrera è un salto vertiginoso, tra terra e mare – cornice che sa essere assieme reale ed onirica – alla conoscenza della bellezza selvaggia dell’adolescenza.

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Gli attori non sono davvero attori. Volevo che fosse come un documentario, quando gli interpreti condividono con te le idee del film, perché quello è il loro territorio, un luogo fisico, non fittizio. Non volevo mostrare il quartiere popolare da cui provengono ma farlo vivere attraverso le loro parole. Ho cercato i protagonisti passeggiando sulla Corniche, e un giorno ho visto questo gruppo di ragazzi che si tuffavano. E’ scattato qualcosa, e non ho mai più incontrato persone di cui avrei voluto fare un ritratto, come è stato per loro. Non sono venuti all’appuntamento che gli avevo dato per diffidenza, quando li ho cercati ancora hanno capito che le mie intenzioni erano sincere e che avrebbero avuto l’occasione di fare qualcosa di diverso e speciale nella loro vita. Per il ruolo di Suzanne ho cercato invece un’attrice professionista perché marcasse la differenza di condizione sociale e culturale. Lola Créton è una sorta di enfant prodige, ha cominciato a recitare a 10 anni, e per fortuna ha accettato il ruolo.Dominique Cabrera

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MV

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