VENEZIA 74 – TUTTE LE PREVISIONI

11 Maggio 2017

In attesa che arrivino le primissime notizie ufficiali dalla Biennale  – nell’ordine sapremo il nome della madrina, quello del presidente di giuria, i nomi dei vincitori dei Leoni d’Oro alla Carriera ed, infine, quello del film d’apertura – ed ora che Cannes ha scoperto tutte le sue carte (sorprese ed aggiunte dell’ultimo minuto comprese), è possibile cominciare ad individuare i film che, con maggiore o minore probabilità, potranno far parte del programma della 74a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà al Lido di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre 2017.

Se è verissimo che Cannes ha allestito un’edizione con i fiocchi – anche e soprattutto in virtù della fedeltà di un manipolo di autori che mai la tradiscono, punto di forza ed assieme maggiore debolezza della kermesse francese – ci sono ancora grandissimi titoli e nomi importanti in cerca di una vetrina che potrebbero permettere a Venezia 74 di rispondere con le cannonate!

Tra le opere made in the U.S.A. quasi sicura appare la partecipazione di “Blade Runner 2049” di Denis Villeneuve, con Ryan Gosling, Harrison Ford, Jered Leto e Robin Wright. L’attesissimo sequel di “Blade Runner”, la cui uscita internazionale è prevista per il 6 ottobre 2017,  sarebbe il candidato ideale ad aprire – meglio se Fuori Concorso – la Mostra. Proprio al Lido, Villeneuve presentò l’anno scorso il suo precedente film di fantascienza “Arrival” riscuotendo ottimi consensi sia di pubblico che di critica.

Blade Runner 2049
Ryan Gosling in una scena di “Blade Runner 2049” di Denis Villeneuve

Alquanto probabile anche la presenza del nuovo lavoro di Paul Thomas Anderson (già Leone d’argento per la Miglior Regia con “The Master” nel 2012), con Daniel Day-Lewis, provvisoriamente intitolato “Phantom Thread“, le cui riprese dovrebbero essere terminate e la cui uscita americana è fissata per il periodo natalizio.

Phantom Tread
Daniel Day-Lewis in una scena di “Phantom Thread” di Paul Thomas Anderson

Più difficile – ma ci speriamo – la presenza di Xavier Dolan col suo primo film in lingua inglese, “The Death and Life of John F. Donovan“, le cui riprese sono ancora in corso. Nel cast Kit Harington, Jessica Chastain, Natalie Portman, Kathy Bates e Susan Sarandon.

John F. Donovan-01
Kit Harington in una scena di “The Death and Life of John F. Donovan” di Xavier Dolan

Tra gli altri titoli possibili da oltreoceano: “Molly’s Game“, il debutto dietro la macchina da presa dell’acclamato sceneggiatore Aaron Sorkin (“The social network”, “Steve Jobs”) con Jessica Chastain, Kevin Costner ed Idris Elba; il gradito ritorno di Darren Aronofsky (già Leone d’Oro per “The Wrestler” a Venezia 65) ad un cinema più “piccolo” col dramma psicologico “Mother!” – dopo il colossale quando terribile “Noah” (2014) – con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris e Michelle Pfeiffer; il mistery “The Snowman” diretto da Tomas Alfredson (già in concorso a Venezia nel 2011 con “La talpa“) con Michael Fassbender, Charlotte Gainsbourg, Rebecca Ferguson, J.K. Simmons, Val Kilmer, Chloe Sevigny, James D’Arcy e Toby Jones; l’opera seconda di Alex Garland (“Ex Machina“) “Annihilation” – tratto dal primo romanzo della trilogia lovecraftiana di Jeff VanderMeer – con Natalie Portman, Oscar Isaac e Jennifer Jason Leigh;  Richard Linklater (che a Venezia presentò nel 2001 “Waking Life“, film d’animazione in “rotoscope”) con “Last Flag Flying” – sorta di sequel de “L’ultima corvè (1973) di Hal Ashby, tratto dalla novella omonima della co-sceneggiatrice Darryl Ponicsan – con Bryan Cranston, Steve Carell e Laurence Fishburne e “The Mountain Between Usdel regista palestinese Hany Abu-Assad (“The Idol“) che vede Kate Winslet ed Idris Elba intrappolati sulla neve.

Molly's game
Jessica Chastain e Kevin Costner sul set diMolly’s Gamedi Aaron Sorkin
The Snowman
Michael Fassbender in una scena di “The Snowman” di Tomas Alfredson

Meno probabili ma comunque possibili: “Downsizing” di  Alexander Payne (“Nebraska“, “Paradiso Amaro“) – satira futuristica su una società in cui gli uomini possono ridimensionarsi a proprio piacimento – con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Alec Baldwin, Laura Dern ed Udo Kier; “The Shape Of Water” di Guillermo Del Toro (che a Venezia è stato membro della giuria del Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis nel 2016) – love story fantastica ambientata in America durante la guerra fredda – con Sally Hawkins e Michael Shannon.

downsizing
Matt Damon parla di “Downsizing” al CinemaCon

Mentre non potrà mancare uno dei tanti nuovi progetti da regista del sempre presente ed instancabile James Franco: Pretenders“, The Long Home“, “Future World” o, con maggiore probabilità, Zeroville”  – adattamento cinematografico del best seller targato Steve Erickson nel quale un giovane cinefilo, sbarcato nella Hollywood del 1969, inizia letteralmente a ‘vivere’ le scene dei film ignorando la realtà che lo circonda – una scena del quale fu girata proprio nella Sala Grande del Lido nel 2014. Noi c’eravamo:

Zeroville
James Franco in una scena di “Zeroville girata in Sala Grande al Lido di Venezia

Dalla Francia quasi sicura la presenza di nientepopodimeno dell’Auteur per eccellenza, Jean Luc-Godard.  Il suo “Image et Parole” non era pronto o forse Jean-Luc ha voluto snobbare Cannes dopo aver dovuto dividere, nel 2014, il Premio Speciale della Giuria ad “Adieu au Langage 3D” con l’ultimo arrivato (il sopracitato Dolan). A Venezia, Godard è già stato Leone d’Oro nel 1983 con “Prénom Carmen” e manca dal 1996, anno di presentazione di “For ever Mozart”.

Jean-Luc Godard
Jean-Luc Godard

Tra i papabilissimi anche “Mektoub Is Mektoub” di Abdellatif Kechiche (già 3 volte a Venezia, Grand Premio della Giuria nel 2007 con “Cous Cous” nonché Palma d’Oro a Cannes per lo splendido “La Vita di Adele“), su un giovane scrittore diviso tra amore e carriera e “Mrs. Hide” di Serge Bozon che ci regalerà sicuramente un altro inarrivabile ritratto di donna “terribile” ad opera di una delle più grandi interpreti di sempre, Isabelle Huppert, qui nei panni di un’eccentrica insegnante disprezzata dai colleghi e dagli studenti. Che meraviglia! Nel cast anche Romain Duris.
La Huppert, potrebbe essere a Venezia 74  anche con “Eva” di Benoît Jacquotremake del capolavoro omonimo diretto nel 1962 da Joseph Losey e con Jeanne Moureau – assieme al lanciatissimo Gaspard Ulliel.

Mrs. Hyde
La divina Huppert e Romain Duris in una scena di “Mrs. Hide” di Serge Bozon

Possibili – ci speriamo – magari in Orizzonti o in sezioni collaterali – il ritorno sul grande schermo di Érick Zonca (“La vita sognata degli Angeli“), a ben otto anni da “Julia”, con Fleuve Noir“, che vedrà Vincent Cassel – affiancato da Sandrine Kiberlain, Romain Duris, Charles Berling ed Elodie Bouchez – indagare sulla scomparsa di una ragazzina; “Prendre le large” di Gael Morel, con Sandrine Bonnaire; “Au Poste” di Quentin Dupieux, con Anais Demoustier ed Albert Duponte.

Fleuve Noir

L’Italia dovrebbe rispondere con la presenza, in Concorso, del remake di “Suspiria” di Dario Argento ad opera di Luca Guadagnino (già a Venezia con “Io sono l’Amore” e, due anni fa, in Concorso con l’interessantissimo “A Bigger Splash“) dal quale ci aspettiamo l’ennesimo squisito esercizio di “feticismo cinematografico”.  Musiche di Thom Yorke. Nel cast, accanto a Chloë Grace Moretz e Dakota Johnson, l’immancabile Tilda Swinton nel ruolo di Madame Blanc.

Luca Guadagnino
Luca Guadagnino sul set del suo remake di “Suspiria

E poi con “Una Questione privata” di Paolo e Vittorio Taviani (al Lido non vengono dal 1972), film sulla Resistenza, tratto dall’omonimo romanzo di Fenoglio, con Luca Marinelli e “The Leisure Seeker”, primo film in inglese di Paolo Virzì, un road movie tratto dall’omonimo romanzo di Michael Zadoorian arrivato in Italia con il titolo “In viaggio contromano”. Protagonisti della pellicola – sceneggiata da Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Stephen Amidon e dallo stesso Virzì – Helen Mirren e Donald Sutherland.

The Leisure Seeker
Helen Mirren e Donald Sutherland in una scena di The Leisure Seeker” di Paolo Virzì
Una questione privata
Luca Marinelli in una scena di Una Questione privata” di Paolo e Vittorio Taviani

Potrebbero essere promossi in Concorso anche Andrea Pallaoro e Michelangelo Frammartino. Il primo (l’autore di “Medeas”, presentato in Orizzonti a Venezia 70) col suo “The Whale”, un intimo ritratto femminile – protagonista la grandissima Charlotte Rampling – che esplora l’alienazione contemporanea. Frammartino, invece, con “Tarda Primavera”, descritto come una versione fantasy di “Pinocchio” raccontata al contrario, ideale chiusura della trilogia animista iniziata nel 2003 con “Il dono”.

The Whale
Charlotte Rampling in una scena di “The Whale” di Andrea Pallaoro

Altamente probabile anche “Dove non ho mai abitato”, l’ancora inedito ed ultimo lavoro del sottostimato Paolo Franchi (già in Concorso nel 2007 con “Nessuna qualità agli eroi“), storia d’amore tra due architetti che si ritrovano a lavorare insieme all’arredamento di un albergo del futuro, con Emmanuelle Devos e Fabrizio Gifuni.

Dove non ho mai abitato
Emmanuelle Devos in una scena di “Dove non ho mai abitato” di Paolo Franchi

Possibilità anche – con più facilità in Orizzonti e nelle sezioni collaterali – per: “Ride” opera prima dell’attore Valerio Mastrandrea; “Assadira” di Salvatore Mereu, un’insolito giallo, girato, come sempre,  nella sua Sardegna; “Balon” di Pasquale Scimeca, ambientato in Nigeria; “Sembra mio figlio” di Costanza Quadriglio, girato, invece, tra oriente ed occidente; “Emma” di Silvio Soldini con Valeria Golino ed Adriano Giannini ed “Il rumore del sole” del talentuoso Mirko Locatelli.

Non dovrebbe, invece, essere ancora pronto il terzo atteso lungometraggio di Alice Rohrwacher (vincitrice col suo “La Meraviglie” dell’ambito Grand Prix al Festival di Cannes) , “Lazzaro Felice“, che racconta le avventure di un uomo che vive ai margini della società capace di viaggiare nel tempo.

Dal resto del mondo dovrebbero arrivare: “The box” secondo lungometraggio di finzione di Lorenzo Vigas (meritatissimo Leone d’Oro, due anni fa, per “Ti guardo“), prodotto da Michel Franco e Gabriel Ripstein, su una relazione padre-figlio; “Dovlatov” di Aleksey German Jr. (Leone d’Argento per la regia, nel 2008, per “Soldati di carta“) sulla scena di Leningrado degli anni ’70;  “The odd couple” prima commedia della regista della new wave tedesca Margarethe von Trotta (possibile Leone d’oro alla Carriera di quest’anno e già Leone d’Oro, nel 1981 con “Anni di Piombo”), su due donne  – interpretate da Katja Riemann e Barbara Sukowa – che condividono un loft malgrado la difficile relazione sentimentale/sessuale col comune ex marito; “Love me not” con quale Alexandros Avranas torna a lavorare con sceneggiatore ed attori dell’ottimo “Miss Violence” (Leone d’Argento per la regia a Venezia 70); “Walking in Paris” di Peter Greenaway, coproduzione internazionale sullo scultore Constantin Brancusi; “Les Vacancesdi Mohsen Makhmalbaf con la recentemente scomparsa Emmanuelle Riva; Evil Gamesil nuovo lungometraggio di fiction di Ulrich Seidl – dopo ben 2 documentari presentati al Lido – che narra della riunione di due fratelli a seguito della morte della madre e “Lean on Pete” di Andrew Haigh con Travis Fimmel, Chloë Sevigny e Steve Buscemi.

Aldilà di tutti i titoli ed i nomi citati, confidiamo poi nel fatto che molte delle migliori sorprese vengano, come ogni anno, da quanto di nuovo saprà proporci una Mostra che, da sempre, rivendica “un ruolo di ricerca e di stimolo, di controcanto 
rispetto al mercato e alle sue vetrine, senza accontentarsi di 
fungere soltanto da piattaforma promozionale e certificazione del già 
noto.” Parola di Alberto Barbera.

MV

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